CCEF - Chiesa Cristiana Evangelica di Francoforte
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La vera fede in Azione

 

In Giacomo 2 nei versetti da 14 a ­26 vediamo quattro aspetti che riguardano la fede:

  • La fede morta:
  • La fede viva:
  • La fede modello:
  • La fede matura.

 

  1. LA FEDE MORTA - La fede senza le opere non è di alcuna utilità. È morta!

(Giacomo 2:14, 17, 20, 26).

v.14: “A che serve, fratelli miei, se uno dice di aver fede ma non ha opere? Può la fede salvarlo?”

v.17: “Così è della fede; se non ha opere, è per se stessa morta”.

v.20: “ Insensato! Vuoi renderti conto che la fede senza le opere non ha valore?”

v.26: “ Infatti, come il corpo senza lo spirito è morto, così anche la fede senza le opere è morta”.

Giacomo, in questi versetti ci sta dicendo che la fede non serve a niente se non ci sono le opere!

“A che serve” se uno dice di avere fede, ma non ha opere, può la fede salvarlo dai peccati e dal giudizio di Dio? La risposta è no! Dio non ti salva se hai una fede senza le opere!

Giacomo usa un paragone per rendere più chiaro il concetto.

“Se un fratello o una sorella non hanno vestiti e mancano del cibo quotidiano, e uno di voi dice loro: ‘Andate in pace, scaldatevi e saziatevi’, ma non date loro le cose necessarie al corpo, a che cosa serve?”

Giacomo 2:15,­16

In questo paragone, Giacomo fa l’esempio di una persona che ha parole di compassione, che però non produce azioni di compassione.

A che cosa serve se vedi qualcuno nella chiesa, indifferentemente se sia un fratello o una sorella, nel bisogno e gli dici solo parole di augurio, di benedizioni o di buona fortuna, ma non lo aiuti concretamente dando loro le cose necessarie al loro corpo? Le belle parole non servono a niente.

Dunque, mostrare compassione a parole, ma non a fatti, rivela che la compassione tua è morta, cioè non è vera.

In altre parole, la fede senza le opere non serve a niente. È come quando ti accorgi che qualcuno della tua chiesa, è nel bisogno estremo, disperato, ha bisogno immediato, urgente, che è senza mangiare e vestiti e tu non fai praticamente niente per aiutarlo. Gli fai gli auguri di prosperità e benessere! Gli dici: “Tanti auguri e benedizioni!” E poi che fai!? Niente! Rimangono solo parole! A che cosa gli servono le tue parole? A Niente! Che aiuto gli possono dare? Nessuno! Magari ci può essere un vero desiderio di augurio per questi bisognosi , ma comunque gli stai comunicando: “Non ti aspettare niente da me!” Le buone parole o i buoni desideri non sono di alcun beneficio se non accompagnati da buone azioni! Sono parole inutili! Così la fede senza le opere è inutile a salvarci. Come le parole di pietà, se non sono accompagnate da atti di misericordia concreti, sono inutili! Giacomo è d’accordo quando una persona dice di avere fede, non nega che la fede salva. Però spiega che la fede deve essere accompagnata da buone opere. Questa persona che non ha le opere, non ha una vera fede, lui solo afferma di averla, è solo una dichiarazione inutile se non è dimostrata dalle opere di Dio!

Questo esempio deve guidare i lettori, quindi coloro che si dicono credenti, a pensare seriamente sulla questione!

La vera fede, quella viva, è quella che opera, perché le opere fanno parte della vera fede, come lo spirito fa parte del corpo! (v.26). Senza lo spirito vitale il corpo cessa di esistere! Lo spirito è la vita che anima il corpo, senza lo spirito il corpo cessa di essere, è morto! Allo stesso modo la fede priva di opere cessa di essere! È morta! Quindi le opere non salvano il credente, ma dimostrano la vera fede che salva!

 

  1.  LA FEDE VIVA (Giacomo 2: 18 – 20)

Qualcuno ha detto che la fede è come le calorie, anche se non le vedi, vedi i risultati! Perciò vediamo:

  1. Le Prove della vera fede.

Una vera fede, e quindi un vero credente, si vede dalle opere come leggiamo ancora nei v.18,­19: “ Anzi uno piuttosto dirà: ‘Tu hai la fede, e io ho le opere; mostrami la tua fede senza le tue opere, e io con le mie opere ti mostrerò la mia fede’. Tu credi che c'è un solo Dio, e fai bene; anche i demoni lo credono e tremano”.

La vera fede è seguita da una nuova vita! Un uomo convertito è una persona cambiata.

L’apostolo Paolo è d’accordo con Giacomo come leggiamo in 2 Corinzi 5:17: “Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove”.

Nella prima e nella seconda parte del v.18 quando Giacomo dice: “Anzi uno piuttosto dirà: ‘tu hai fede, e io ho le opere’”

Probabilmente sono le parole di una conversazione tra due persone, che discutono tra di loro sul tema fede. Oggi, tante persone dicono di avere fede.

Quando ascoltano il vangelo, non hanno nessuna difficoltà a credere quello che c’́è scritto nella Bibbia. Però non si verifica nessun cambiamento. Si continua a dire bugie, si continua a parlare male dell' altro, si continua a prendere le proprie decisioni e non si chiede se è la volontà di Dio. Non si viene in chiesa e tantomeno si legge la Bibbia.

Con ragione dice Giacomo nel v.18 : “Mostrami la tua fede senza le tue opere e, io con le mie opere ti mostrerò la mia fede”.

Giacomo non sta dicendo che le buone opere dimostrano automaticamente che una persona è un vero credente, perché è la fede che salva. Infatti sappiamo che ci sono persone che si comportano meglio di alcuni credenti, ma sono atee!

Giacomo riprende e condanna coloro che pensano che si può avere fede senza le opere. Dunque Giacomo parla contro chi pensa che le opere non siano necessarie nella vita del credente, che si può essere credenti anche senza le opere. Basta solo credere! Fede e opere sono invece inseparabili! Come lo spirito dal corpo!

Come faremo a dimostrare la fede senza le opere?

Il principio è un po’ come quello che dice Gesù: l’albero si vede dal frutto, un buon albero non può fare frutti cattivi, né un albero cattivo far frutti buoni (Matteo 7:15­20).

Un vero credente si vede dai frutti, dalle opere! Con le opere dimostriamo la vera fede! Esempio: Un cinese andò da un missionario a chiedere il battesimo. Il missionario gli chiese quando aveva sentito il Vangelo, il cinese rispose che lui non aveva mai sentito il Vangelo, ma l'aveva visto in un uomo che era un accanito fumatore di oppio e con un temperamento violento.

Ma dopo che divenne cristiano la sua vita intera cambiò. Il cinese disse al missionario: “Io voglio il potere che ha cambiato lui ”.

Senza opere non saremmo in grado di mostrare la nostra fede! Non stiamo parlando del fatto che preghiamo, che veniamo alle riunioni o che ci sentiamo bene! Stiamo parlando di un comportamento che assomiglia a quello di Gesù!

Perciò:

  1. Il solo dire di avere fede non è una indicazione che siamo salvati.

Anche i demoni credono che c’è un solo Dio, dice il v.19: “Tu credi che c'è un solo Dio, e fai bene; anche i demoni lo credono e tremano”.

Giacomo sta dicendo che i demoni non sono atei!

I demoni credono che Dio ha creato ogni cosa, che è Sovrano su ogni cosa, che Cristo è morto e risuscitato, ma non per questo, sono salvati!

Affermare che Dio esiste, senza però permettere che Lui cambi la nostra vita e la nostra condotta, è semplicemente insufficiente e irragionevole.

Anche se la conoscenza stessa su Dio è buona e costituisce il primo passo verso la vera fede, non è sufficiente.

Se le opere della fede non sono presenti, l'autenticità della propria fede è messa in dubbio. La fede che salva riconosce e accetta Cristo come Signore e Salvatore.

La vera fede inizia in profondità dentro di noi e si esprime attraverso le nostre azioni. Quindi il punto è che, credere alla verità senza obbedire alla verità non salva. Anche i demoni credono, ma non sono salvati.

Esempio: Si racconta che i demoni avevano fatto una volta una conferenza. Lo scopo della conferenza era trovare un metodo efficace per danneggiare l’opera di Dio sulla terra. Un demone propose: “Andiamo giù e persuadiamo gli uomini che Dio non esiste”. Questo piano fu rifiutato dalla maggioranza dei demoni e dal diavolo, perché era impossibile per gli uomini intelligenti non credere nell'esistenza di Dio. Poi un altro demone propose di dire alle persone che Gesù Cristo non è mai realmente esistito e solo una favola.

Anche questa proposta fu rifiutata perché la maggioranza degli storici dicono che Gesù Cristo è realmente esistito. Poi un altro demone suggerì di persuadere gli uomini a non preoccuparsi della vita dopo la morte, perché non c’è niente. Ma anche questa proposta fu messa da parte, perché è da schiocchi pensare che non ci sia nulla dopo la morte. Poi un demone, davvero intelligente, propose di andare sulla terra e dire che Dio esiste, Gesù esiste, anche la sua salvezza è vera, ma basta solo dire di avere fede e poi puoi vivere come ti pare! Questa proposta è stata accettata e acclamata!

Oggi i demoni fanno questo tipo di lavoro: credi in Dio, credi in Gesù, credi nell’ aldilà, ma non è importante come ti comporti! Questa fede non salva, è del diavolo!

E oggi, la maggior parte di coloro che si definiscono cristiani, vivono così.

Chi pensa che possa esistere la fede senza le opere è insensato! Giacomo dice al v.20: “Insensato! Vuoi renderti conto che la fede senza le opere non ha valore?”

“Insensato” indica un uomo vuoto, uno che è privo di conoscenza e d’intendimento spirituale, di buon senso, pertanto le sue parole sono vuote e vane!

 

  1.  LA FEDE MODELLO (Giacomo 2: 21 – 25)

La fede modello agisce con le opere!

Giacomo fa due esempi dell’Antico Testamento per dimostrare questa verità.

  1. La fede di Abraamo era attiva, era in azione:

 “Abraamo, nostro padre, non fu forse giustificato per le opere quando offrì suo figlio Isacco sull'altare? Tu vedi che la fede agiva insieme alle sue opere e che per le opere la fede fu resa completa”. (Giacomo 2: 21, 22)

Abraamo è stato giustificato per le opere quando offrì in sacrificio Isacco come gli aveva ordinato Dio (v.21, 24; Genesi 22:9,12,16, ­18).

In questo modo Abraamo dimostrava di avere una vera fede, di essere giusto! La fede di Abraamo agiva insieme alle sue opere.

Il punto principale, non è che le opere devono essere aggiunte alla fede, ma che la vera fede comprende le opere!

Quando Abraamo offrì Isacco, la fede agiva insieme alle opere! Abraamo obbedì al punto di sacrificare il figlio, ma già aveva fede!

In lui c’era la fede, una forza potente attiva, viva! Non era morta! Non era falsa!

L'opera che agisce con la fede, in realtà è un frutto della fede!

Dio mette alla prova la fede di Abraamo!

Hai questo tipo di fede? Sei pronto a sacrificare le cose che ti sono più preziose?

Poi Giacomo fa un altro esempio:

  1. La fede modello di Raab.

 “Prima che le spie si addormentassero, Raab salì da loro sulla terrazza, e disse a quegli uomini: ‘Io so che il SIGNORE vi ha dato il paese, che il terrore del vostro nome ci ha invasi e che tutti gli abitanti del paese hanno perso coraggio davanti a voi. Poichè noi abbiamo udito come il SIGNORE asciugò le acque del mar Rosso davanti a voi, quando usciste dall'Egitto, e quel che faceste ai due re degli Amorei, di là dal Giordano, Sicon e Og, che votaste allo sterminio. Appena l'abbiamo udito, il nostro cuore è venuto meno e non è più rimasto coraggio in alcuno, per causa vostra; poichè il SIGNORE, il vostro Dio, è Dio lassù nei cieli e quaggiù sulla terra”. (Giosuè 2:8­11)

Giacomo fa un esempio ancora dell’Antico Testamento citando Raab la prostituta per dare un’altra prova che la fede va con le opere. Anche Raab fu giustificata per le opere.

Infatti lei ha riconosciuto che c’è un solo Dio come scritto in Giosuè 2:11, ma lo ha dimostrato con azioni concrete!

Raab ha messo in pericolo la sua vita identificandosi con il popolo di Dio, sottomettendosi a Dio.

Cosa fece Raab? In che cosa consistettero le sue opere? Accolse le spie ebree e li nascose a casa salvandoli da coloro che li cercavano per ucciderli e li fece ripartire per un’altra strada. Ma perché fece quest’opera? Perché aveva fede in Dio!

 

  1. LA FEDE MATURA(Giacomo 2: 21 – 24)

 “Abraamo, nostro padre, non fu forse giustificato per le opere quando offrì suo figlio Isacco sull'altare? Tu vedi che la fede agiva insieme alle sue opere e che per le opere la fede fu resa completa”. (Giacomo 2: 21,22)

Forse Giacomo sta dicendo che la fede che ci dona Dio non è completa?

Per capire il significato di quest’affermazione, dobbiamo capire in che modo quell’offerta di Abraamo del figlio Isacco potesse completare la fede!

“Completa” significa completare un compito o una missione, raggiungere un obiettivo o portare alla perfezione o alla maturità .

“Fu resa completa” indica che la fede di Abraamo esisteva prima della sua azione di offrire il figlio in sacrificio. Come fu la fede di Abraamo resa completa?

La fede di Abraamo ha raggiunto il suo obiettivo quando ha fatto ciò che Dio gli ha chiesto di fare.

Solo quando la fede produce le opere, diventa sempre più completa.

Esempio:

Lo scopo di un albero di arance è portare frutto. Quando porta il frutto l ́albero è completo e dimostra di essere vivo e in buona salute. Così anche la fede ha lo scopo di produrre opere e sarà perfezionata dalle opere e dimostrerà di essere viva e in buona salute.

Ora quale era lo scopo della fede di Abraamo? Non stava salvando certamente la vita di suo figlio, né stava cercando il suo guadagno personale o la prosperità, ma doveva ubbidire completamente a Dio senza mettere in dubbio la saggezza dei Suoi comandi.

Pertanto, quando obbediamo a Dio lo stiamo glorificando!

Ma vediamo:

L’Adempimento della Scrittura.

“Così fu adempiuta la Scrittura che dice: ‘Abraamo credette a Dio, e ciò gli fu messo in conto come giustizia’; e fu chiamato amico di Dio”. (Giacomo 2: 23)

“In conto” era una parola usata in contesti finanziari e legali, e significava prelevare qualcosa che appartiene a qualcuno e accreditarlo sul conto di qualcun altro. Ad Abraamo Dio gli accreditò sul suo conto personale la Sua giustizia.

C'è una Speranza

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"Non cercate perciò che cosa mangerete e berrete, e non state con l'animo in ansia: di tutte queste cose si preoccupa la gente del mondo; ma il Padre vostro sa che ne avete bisogno".

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