CCEF - Chiesa Cristiana Evangelica di Francoforte
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Ricardo "Kaká"

Ricardo Izecson Santos Leite è nato a Brasilia il 22 aprile 1982, ma già da piccolo si è trasferito a San Paolo, nel quartiere residenziale di Morumbi. La sua storia non è la solita favola del ragazzino poverissimo, con qualche dramma familiare alle spalle. Al contrario, la famiglia appartiene alla media borghesia. Il padre è un ingegnere civile, mentre la mamma è una professoressa. Non hanno avuto problemi economici, anzi da ragazzo Kakà si poteva permettere anche qualche indumento firmato ed alcuni videogame all’avanguardia.

Ricardo Kaka è sicuro di essere stato graziato da Dio quando, nell’ Ottobre del 2000, ebbe un incidente che avrebbe potuto paralizzarlo. Batté, infatti, la testa sul fondo di una piscina e si ruppe una vertebra del collo. Da allora, ogni volta che segna una rete, si ricorda di quel momento e alza gli occhi al cielo poiché convinto che quell’incidente, avvenuto poco prima che entrasse nel calcio professionista, non fu un caso ma Dio aveva un piano meraviglioso per la sua vita.

Quando era piccolo, sulla porta della sua camera c'era scritto: “Un bambino felice ha Gesù nel cuore”. Oggi la sua segreteria telefonica dice: “Sono Kakà, al momento non posso rispondere. Grazie. Dio ti benedica. Ciao”.

Ricardo Kakà è noto per la sua testimonianza cristiana che emerge in ogni intervista e dal suo comportamento sobrio e misurato, riconosciuto da più parti come anomalo rispetto a quello di altri calciatori di alto livello.

Timido, riservato, fedele al Signore: è il tipico bravo ragazzo, quello che arrossisce davanti a un complimento, quello che preferisce starsene in disparte perché la vetrina della mondanità non gli calza per nulla e non fa parte del suo mondo.

 

Conosce le buone maniere, sa ascoltare e ha una grande sensibilità verso tutti i compagni di squadra. Legge la Bibbia quotidianamente. Afferma a tutti e in qualsiasi occasione: “La mia priorità è Gesù, e da Lui ho ricevuto dei doni meravigliosi: la gioia, la pace, la salvezza, la certezza della vita eterna. Dai miei genitori ho imparato che la fede nel Signore è fondamentale nella nostra vita e che è importante aver cura della relazione personale con Lui. Nel 1994 avendo creduto in Gesù ho realizzato ciò che i cristiani chiamiamo in senso biblico la nuova nascita. Da allora desidero conoscere Dio sempre più profondamente[1]”.

Queste sono parole che possono scaturire solo da un cuore che ha posto la propria fiducia nelle promesse del Salvatore Gesù, e che si leggono nella Bibbia. Infatti, sta scritto: “Or la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di realtà che non si vedono” (Ebrei 11,1).

Mentre giocava col Milan, qualcuno scrisse: “La gioia del Milan ha il sorriso e il candore di Kakà”.

 

Possiamo dire senza tema di sbagliare, che Ricardo Kakà rappresenta quanto di più pulito c'è nel calcio di oggi... per le sue qualità fisiche e morali. Un ragazzo che ama Dio, che nonostante la giovane età e il successo non si è montato la testa e che si propone sempre di comportarsi in modo gradito al Signore. Sempre corretto in campo, non è mai protagonista di gesti violenti come spesso, purtroppo, si vedono sui campi di calcio. Uno dei pochi personaggi pubblici che si possano usare come esempio per i nostri figli i quali, purtroppo, sono bombardati da esempi negativi che li conducono lontani da Dio. Finalmente un giovane che avendo tutto (soprattutto che ha raggiunto già tutto), snobba la celebrità e il successo per cercare ogni giorno la comunione col suo Creatore.

 

“Noi abbiamo un Padre che ci ama e che ha un piano per la nostra vita. Non sto parlando di un Dio da favola, ma di un Dio che ho sperimentato, che mi ama, che ha cambiato la mia vita e che continua a cambiarla e trasformarla in modo reale ogni giorno[2]”.

 

E' raro sentire fuori dall'ambito delle chiese la parola: figlio di Dio! Di Ricardo Kakà ognuno può dire: “E’ un figlio di Dio!”

Sarebbe bello se tutti coloro che ti conoscono potessero dire di te ciò che ognuno dice di Kakà. Se tutti, osservando la tua vita, potessero affermare: “Quell’uomo appartiene a Gesù”.

 

 


[1] Ricardo Kakà, Il goal della vita, Campus per Cristo, 2008.

[2] Ricardo Kakà, La passione per il calcio, Campus per Cristo, 2010.



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